Diritto Agrario
Lo studio Scoccini & Associati è presente da molti anni nel settore agricolo, prestando la propria attività professionale alle più importanti organizzazioni agricole nazionali ed a strutture associative a carattere nazionale in tutte le filiere agricole (seminativi, zootecnia, vino, latte, ortofrutta ecc.). L’assistenza o consulenza verte sia sul versante organizzativo interno – avendo, ad esempio, assistito alcune Unioni nazionali di produttori agricoli a trasformasi in forme societarie, conformemente alla nuova legislazione agricola (D. Lgs. 102/2005), ovvero nella stipula di contratti di filiera e contratti quadro – sia nel versante esterno, nei rapporti con le istituzioni pubbliche del settore (in particolare nei rapporti con gli Organismi Pagatori) per quanto attiene alla applicazione delle normative comunitarie, alla loro interpretazione, anche in sede giudiziaria o arbitrale, laddove non sia possibile trovare soluzioni interpretative condivise.
E così sono in corso giudizi pilota su questioni di rilevante interesse economico per i produttori agricoli nei confronti dell’Agea per contributi comunitari negati o per inadempienze di tale ente.
Lo studio svolge anche attività professionale a favore di singole imprese agricole in tutti i settori (escluso quello previdenziale) con particolare riferimento alle questioni di diritto comunitario, sia in sede nazionale che comunitaria, presso il proprio ufficio di Bruxelles.
Anche il diritto agrario tradizionale, quale il contenzioso tra proprietari concedenti (L. 208/82) ovvero il contenzioso in tema di prelazione e riscatto (L. 590/65 e L. 812/71), viene seguito in molti tribunali d’Italia attraverso una rete di corrispondenti.
Lo studio, allorché era in funzione la Camera Arbitrale per l’Agricoltura istituita con D. Lgs. 99/2004, è stato uno degli studi legali in Italia più attivi per numero di controversie e per importanza delle stesse, con risultati costantemente favorevoli alle imprese agricole assistite.
Nell’imminenza della riapertura della Camera Arbitrale, dopo il lungo periodo di sospensione, già molti produttori agricoli, attraverso le loro associazioni nazionali o territoriali, hanno richiesto di poter avviare nuovi procedimenti innanzi a tale organo.