Gli autotrasportatori possono ancora agire per ottenere il risarcimento dei danni causati dal cartello dei costruttori di camion

Gli autotrasportatori possono ancora agire per ottenere il risarcimento dei danni causati dal cartello dei costruttori di camion

Chi ha acquistato autocarri di massa superiore alle 6 tonnellate è ancora in tempo per richiedere il risarcimento dei danni causati dal cartello dei costruttori. Fino al 30 settembre 2020 è possibile aderire all’azione risarcitoria patrocinata dallo Studio Legale Scoccini & Associati, promossa da CNA Fita e premiata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
class action

Il Cartello formato da Iveco, Volvo, Renault, Daimler, Man, Daf e Scania nel periodo tra il 1997 e il 2011 ha avuto ad oggetto il coordinamento dei prezzi di listino degli autocarri e della tempistica di introduzione delle tecnologie in materia di emissione da Euro 3 a Euro 6, nonché del trasferimento dei relativi costi sugli acquirenti finali. La Commissione europea ha inflitto ai costruttori una sanzione di circa 4 miliardi di euro, ma spetta ai singoli soggetti danneggiati dal cartello attivarsi per ottenere il risarcimento e a tal fine possono utilizzare come prova legale dell’esistenza dell’illecito la decisione della Commissione.
Dovendosi, pertanto, ritenere accertata l’esistenza del cartello, molti autotrasportatori in tutta Europa stanno facendo valere i loro diritti in giudizio e iniziano a registrarsi le prime pronunce favorevoli.
In Spagna sono numerose le sentenze che hanno condannato le case costruttrici a risarcire gli acquirenti dei loro autocarri: i tribunali di Bilbao, Valencia, Barcellona, Almeria e Pontevedra hanno riconosciuto il diritto risarcimenti quantificando il sovraprezzo causato dal cartello dal 5% al 28% del prezzo di acquisto di ogni camion.
Negli altri stati europei i giudici non hanno ancora pronunciato sentenze finali di condanna, ma con sentenze preliminari hanno già respinto alcune delle eccezioni preliminari addotte dai costruttori a loro difesa.
In Germania, il tribunale di Hannover ha ritenuto adeguato un risarcimento pari al 15% del valore di acquisto di ogni camion. Le Corti di appello di Dusseldorf e Stoccarda hanno confermato la presunzione di esistenza del danno causato dal cartello e rigettato le difese dei costruttori che sostenevano che i prezzi finali non dipendessero dai prezzi di listino oggetto dell’illecito coordinamento.
In Inghilterra, il Competition Appeal Tribunal ha ritenuto che la strategia difensiva dei costruttori di negare quanto accertato dalla Commissione europea costituisca un abuso del processo.
Anche in Italia, possiamo registrare le prime sentenze positive a favore delle imprese di autotrasporto. Il Tribunale di Milano con sentenza confermata dalla Corte di Appello ha rigettato l’eccezione di prescrizione sollevata da Iveco e confermato l’esistenza del Cartello accertato con la Decisione della Commissione europea che è vincolante nei giudizi civili.
Nonostante la prime pronunce favorevoli, le cause per ottenere il risarcimento dei danni causati dal cartello dei costruttori di autocarri rimangono giudizi di grande complessità. Le case produttrici di camion, che sono tra i più grandi gruppi industriali mondiali si stanno difendendo vigorosamente rendendo i processi molto complessi ed impegnativi, come abbiamo potuto constatare sul campo.
Ad oggi lo Studio Legale Scoccini & Associati ha ricevuto mandato da oltre 3.000 imprese per assisterle e rappresentarle nelle azioni giudiziali necessarie ad ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa del cartello dei costruttori di autocarri.
L’esperienza maturata nei processi contro i costruttori ci ha insegnato che la preparazione delle cause risarcitorie richiede, oltre ad una solida ricostruzione in fatto ed in diritto della vicenda, un’analisi economica per la dimostrazione del danno subito. In questo il nostro studio è supportato dal lavoro di uno dei migliori studi di economisti in Italia, specializzati nel calcolo del danno da violazione del diritto della concorrenza, il cui lavoro è determinante in questo tipo di azioni per riuscire ad ottenere il risarcimento richiesto. Ai fini della prova del danno è infatti necessario ricostruire uno scenario controfattuale ovvero ipotizzare quale sarebbe la situazione di mercato e quindi il prezzo dell’autocarro in assenza del cartello. Per fare questo è necessario l’analisi di una grande quantità di dati. I nostri economisti, che hanno analizzati i listini prezzi pubblicati dai costruttori durante gli anni del cartello e in quelli successivi, quantificano il sovraprezzo in circa il 30% del prezzo di acquisto. Ulteriori danni sono stati arrecati agli acquirenti dall’illecito accordo delle case costruttrici di ritardare l’introduzione delle tecnologie di riduzione delle emissioni Euro 3, 4, 5 e 6.
Il nostro impegno è stato riconosciuto anche dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale ha attribuito alla campagna risarcitoria contro il cartello dei camion, il Premio Antitrust 2017 come migliore iniziativa promossa da un’associazione di imprese per promuovere i valori della concorrenza.
Chi non avesse ancora agito per ottenere il risarcimento del danno è ancora in tempo per farlo.
Fino al 30 settembre 2020 tutte le imprese che abbiano acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) e/o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 al 2011 possono aderire all’azione patrocinata dallo Studio Legale Scoccini.
Per maggiori informazioni, per chiarimenti o qualsiasi motivo che voi riteniate utile Vi invitiamo a contattarci.

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